Per Antonio Margarito, l'esito degli incontri di pugilato dipendono dalgi stili dei due combattenti, ed è convinto che il suo sempre andrà ad imporsi su quello di Miguel Cotto, anche se sono passati alcuni anni dal loro primo incontro.
Questo fine settimana il messicano cercherà di provare questa sua teoria, affrontando per la seconda volta Cotto al Madison Square Garden di New York. In attesa del match, ha rilasciato una intervista a Fanaticos.com:
- Che significa per Antonio Margarito il nome di Miguel Cotto?
Significa qualcuno che verrà sconfitto per la seconda volta dal Tornado di Tijuana.
- In vista di questo match, quali sono stati i cambiamenti nella tua preparazione?
Che sono stato a Temoaya (in altura, nda). E' stata la preparazione migliore della mia vita. Bene sia il peso che la condizione, e molto contento di essermi allenato lassù.
- Che possiamo aspettarci da Margarito questo sabato?
Combatterò sul ring come un campione del mondo, come quando conquistai il mio primo titolo mondiale. Conosco molto bene Cotto, è un buon pugile e faremo un bel match, pero so che sarò io alla fine a vincere. Sarà molto simile al primo match, con più pressione dall'inizio per far terminare l'incontro prima.
- Che cambiamenti ci sono stati in entrambi durante questi ultimi anni?
He visto gli incontri di Cotto. Lo vedo più fermo, non tanto mobile, già quando ha combattuto con Mayorga non era lo stesso Cotto che ha combattuto con me. Io non ho cambiato stile, la differenza sarà che avrò più ossigeno per aggredirlo dall'inizio.
- Che significa per Antonio Margarito il nome di Miguel Cotto?
Significa qualcuno che verrà sconfitto per la seconda volta dal Tornado di Tijuana.
- In vista di questo match, quali sono stati i cambiamenti nella tua preparazione?
Che sono stato a Temoaya (in altura, nda). E' stata la preparazione migliore della mia vita. Bene sia il peso che la condizione, e molto contento di essermi allenato lassù.
- Che possiamo aspettarci da Margarito questo sabato?
Combatterò sul ring come un campione del mondo, come quando conquistai il mio primo titolo mondiale. Conosco molto bene Cotto, è un buon pugile e faremo un bel match, pero so che sarò io alla fine a vincere. Sarà molto simile al primo match, con più pressione dall'inizio per far terminare l'incontro prima.
- Che cambiamenti ci sono stati in entrambi durante questi ultimi anni?
He visto gli incontri di Cotto. Lo vedo più fermo, non tanto mobile, già quando ha combattuto con Mayorga non era lo stesso Cotto che ha combattuto con me. Io non ho cambiato stile, la differenza sarà che avrò più ossigeno per aggredirlo dall'inizio.
- Hai avuto il timore che lìincontro venisse cancellato?
Mai nervoso. Dissi solo che i medici non mi credevano, pensavano dicessi bugie. Per questo ho accettato il viaggio a New York, per mostrargli che stavo bene.
- Cosa ne pensi del cambio di atteggiamento di Cotto fuori dal ring?
Cotto sta parlando troppo. Lo ammiravo perchè era molto simile a me, e non parlava mai dei rivali. Ed ora invece parla, parla e parla. Saprà lui il perchè. Prima di cominciare il Face Off gli ho detto senza nascondermi dalle telecamere perchè non mi diceva certe cose in faccia. Non disse nulla, ma parla solo quando ci sono le interviste. Non so perchè dice che non sono un uomo. Gli dico solo di prepararsi perchè anche questa volta vincerò io. Glie lo dimostrerò sul ring. So come affrontarlo. Confido nella mia preparazione, senza eccedere. E so che lo batterò un'altra volta.
- In molti, tra cui Oscar de la Hoya, parlano del fatto che porti spesso occhiali scuri. Li usi per questioni mediche?
Oscar de la Hoya non sa i consigli che mi ha dato il dottore. Non so perchè parla o che problema abbia. Già gli dissi di levarsi le pantofole e di salire sul ring ad incontrarmi. Ed adesso non so perchè parla tanto di me, e che problema abbia. Ha sempre detto, quando era ancora un pugile, che mi avrebbe incontrato sul ring, e mai lo ha fatto. Non s osa gli brucia. Comunque se vuole tornare in attività, mi trova qui. Lo aspetto. Qualunque problema lo risolviamo sul ring, anche con gli occhiali.
- Se dovessi battere Cotto, Bob Arum ha parlato della possibilità di affrontare Julio César Chávez Jr. Saresti interessato?
Sono parole di Bob, ho sempre detto che il mio idolo è stato Julio César Chávez, e che non mi piacerebbe affrontare suo figlio, però siamo in affari. Io sono un pugile di un'organizzazione, e quelli che mi mettono davanti li combatto, Junior anche ha già risposto a questo. Aspettiamo intanto questo match, io sono sicuro di uscirne bene e con le braccia in alto, poi posso affrontare chiunque.
12/01/2011 12:53:00 PM

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