DAWSON SCONFIGGE HOPKINS CON UN TKO IRREGOLARE


Brutta conclusione questa notte allo Staples Center di Los Angeles, dove il ventinovenne Chad Dawson (nella foto, +31 -1 =0, 18 ko) ha strappato il titolo dei pesi mediomassimi WBC al più "anziano" campione mondiale di sigla della storia della boxe, il quarantaseienne Bernard Hopkins (+52 -6 =2, 32 ko), con un ko tecnico al secondo round a causa di un infortunio occorso al pugile di Philadelphia a seguito di una spinta chiaramente irregolare e conseguente rovinosa caduta.
Infortunio vero o simulato? Spinta accidentale o volontaria? Domande destinate a rimanere senza risposta e che albergheranno nella mente degli appassionati per molto tempo, in attesa di una rivincita già negata nel post match da Dawson e che sembrerebbe d'obbligo alla luce di come si sono svolti i fatti. (il video del match)
La cronaca dell'incontro è piuttosto scarna; dopo un primo round di studio dove Dawson si è fatto preferire più per l'iniziativa presa che per i colpi portati, sul finire della seconda tornata il fattaccio. Hopkins dopo essere andato a vuoto con il destro si appoggia sull'avversario cercando il clinch come d'abitudine, Dawson lo solleva e lo scaraventa al suolo. Infortunio per il colored di Philadelphia ed arbitro che, incredibilmente, decreta il ko tecnico.
Un finale pieno di polemiche, in assoluta antitesi col concetto stesso di pugilato, la cui regola principale è che il ko deve essere causato da colpi, non certo da spinte. Quello a cui abbiamo assisitito è chiaramente un fallo, nel caso l'arbitro lo avesse considerato volontario avrebbe dovuto provvedere alla squalifica del pugile che ha commesso la scorrettezza, nel caso di involontarietà si sarebbe dovuto dichiarare il no contest e la ripetizione dell'incontro in data futura. 
Se Hopkins abbia accentuato o meno i danni subiti non lo può decidere il referee, che è appunto un arbitro e non un medico. L'eventuale sceneggiata è un problema del pugile con i tifosi, gli organizzatori e gli addetti ai lavori, che eventualmente ne condanneranno gli atteggiamenti in sede di analisi. Ma l'arbitro deve giudicare ciò che vede, e non interpretare, ed i fatti dicono che c'è una spinta ed a seguito di questa un pugile infortunato.
In attesa della probabile revisione del verdetto, a malinquore dobbiamo raccontare l'assoluta mancanza di sportività di Dawson, che ha accusato in maniera forte il rivale di aver finto ed ha negato seccamente un'eventuale rivincita. Atteggiamento abbastanza strano, che denota una tensione eccessiva ed una scarsa abitudine a match importanti come questo.

Sottoclou spettacolare come da previsioni, grazie sopratutto al bellissmo match tra Antonio DeMarco (+26 -2 =1, 19 ko) ed il venezuelano Jorge Linares (+31 -2 =0, 20 ko) per il vacante titolo mondiale WBC dei pesi leggeri, conclusosi con la vittoria di DeMarco per tko all'undicesimo round. (il video del match)
Primi 5 round a vantaggio di Linares, apparso in forma fisica splendida come sempre più spesso capita ai pugili allenati da Roach e preparati da Ariza, poi un brutto taglio sul naso ed uno successivo sul sopracciglio hanno lentamente spento il  pugile venezuelano, che è arrivato stremato all'undicesima tornata, dove nonostante il copioso vantaggio accumulato nei round precedenti, non ha retto al disperato forcing del rivale in un round tra i più intensi dell'anno.

Importante vittoria tra i superleggeri per lo statunitense Danny Garcia (+22 -0 =0, 14 ko), che ha dovuto faticare più del previsto per avere la meglio sul connazionale Kendall Holt (+27 -5 =0, 15 ko), in una semifinale mondiale per le sigle IBF e WBC. Doppio 117-111 a suo favore ed un 115-113 per Holt, questi i cartellini dei giudici.

Sul ring anche l'italo americano Paul Malignaggi (+30 -4 =0, 6 ko) , ex iridato di sigla tra i supeleggeri, che al limite dei welter ha sconfitto ai punti dopo un bella prestazione il messicano Orlando Lora (+28 -2 =1, 19 ko), coi punteggi  di 100-90, 99-91 e 98-92.

Sconfitta inaspettata per l'ex campione WBA dei pesi welter, il newyorkese Luis Collazo (+31 -5 =0, 16 ko), che ha perso ai punti contro il messicano Freddy Hernandez (+30 -2 0, =20 ko) dopo essere andato al tappeto all'ottavo round per un colpo al corpo, e  bella vittoria per l'ormai famoso Dewey Bozella, che a 52 anni ha esordito contro il collaudatore Larry Hopkins e di cui abbiamo già raccontanto precedentemente la storia. Un record l'ha ottenuto anche il suo sfidante, che ha sputato il paradenti per ben sei volte negli ultimi due round senza essere squalificato.

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