Sabato notte, sul ring della Boardwalk Hall ad Atlantic City, negli Stati Uniti, il mancino argentino Sergio Martinez (nella foto, +47 -2 =2, 26 ko) difenderà la propria cintura "diamante" dei pesi medi WBC contro l'attuale campione europeo di categoria, l'inglese Darren Barker (+23 -0 =0, 14 ko).
Martinez, indipendentemente dalla assurda cintura che cinge in vita, partorita dalla sigla presieduta dal messicano Jose Sulaiman in un ulteriore moltiplicazione dei titoli "mondiali", che mortifica i sogni di tutti gli appassionati che vorrebbero un solo campione del mondo per categoria di peso come in qualunque altro sport che si rispetti, viene considerato da tutti gli addetti ai lavori l'indiscusso campione del mondo dei pesi medi ed uno dei pugili più forti attualmente in circolazione. "Fighter of the Year" (combattente dell'anno) in carica per la prestigiosa rivista The Ring, gia campione di sigla della categoria dei superwelter, dopo aver raggiunto faticosamente il meritato riconoscimento internazionale, arriva a questo match nella scomoda situazione di chi ha tutto da perdere e nulla da guadagnare, contro un avversario dallo scarso appeal ma che ha già dimostrato, almeno a livello europeo, di essere un ottimo pugile, tatticamente disciplinato e ad oggi imbattuto.
Si tratta dell'inglese Darren Barker, dato per spacciato ma che merita la giusta considerazione, che salirà sul ring con la consapevolezza di disputare il match della vita e con la tranquillità di chi non ha nulla da perdere. E' inferiore, questo si, ma sicuramente tenterà, almeno nelle prime riprese, di realizzare il colpaccio.
Martinez deve vincere, in attesa di scendere di categoria per andare incontro ai match più remunerativi contro fenomeni del calibro di Cotto, Mayweather jr e Pacquiao, come dichiarato recentemente in un intervista, e deve vincere un match che per molti ha già vinto, una situazione per nulla comoda in uno sport ricco di imprevisti come la boxe. L'argentino, infatti, ostico da affrontare e con un seguito di pubblico inferiore ai combattenti migliori a livello assoluto, è evitato come la peste da chiunque bazzichi la sua stessa categoria di peso e quelle limitrofe, non portando dei consistenti benefici economici a chi lo incontra a fronte di un enorme rischio di sconfitta. Siamo convintissimi, quindi, che saranno in molti a sperare in un suo clamoroso scivolone, sopratutto all'interno di qualche sigla che avrebbe molto da guadagnare dalla eventuale guerra di successione generata dalla caduta del re.
Nel sottoclou il peso medio irlandese Andy Lee (+26 -1 =0, 19 ko) cercherà di vendicare l'unica sconfitta subita in carriera affrontando nuovmanete l'americano Brian Vera (+19 -5 =0, 12 ko), un match che per lo stile dei due contendetnti si preannuncia spettacolare e dall'esito per nulla scontato.
9/30/2011 11:38:00 PM

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