POVETKIN MONDIALE, HELENIUS AFFONDA UN CORAGGIOSO LIAKHOVICH


Poche le sorprese alla Messehalle di Erfurt, dove tutti i beniamini di casa hanno trionfato davanti alla solita bella cornice di pubblico alla quale la Germania ci sta ormai da tempo abituando.

Nell'incontro principale della serata il peso massimo russo Alexander Povetkin (nella foto, +21 -0 =0, 15 ko) batte ai punti il mancino uzbeko Ruslan Chagaev (+27 -2 =1, 17 ko) con un duplice 117-113 ed un 116-112, e conquista il suo primo mondiale tra i professionisti, e precisamente la corona dei pesi massimi WBA, dopo aver già vinto tra i dilettanti due campionati europei, un mondiale ed un olimpiade. Incontro non bellissimo, a dire la verità, che regala all'ex dominatore del pugilato in canottiera una cintura mondiale ma che non risolve i dubbi e le incertezze di quanti lo considerano un campione di "carta" al confronto dei veri dominatori della categoria, i fratelli ucraini Vitali e Wladimir Klitschko.
Prima parte del match abbastanza lenta ed a favore di Povetkin, che seppur senza mai spingere sull'accelleratore controllava  la contesa ed i colpi singoli di Chagaev. Nella parte centrale del match l'uzbeko aumentava il ritmo e piazzava qualche buon gancio sinistro che l'allievo di Teddy Atlas dimostrava comunque di digerire abbastanza bene. Era un fuoco di paglia però, perchè prese le misure Povetkin gestiva al meglio anche se un pò a corto di fiato il finire del match, incluso l'utimo round dove Chagaev si giocava il tutto per tutto con un forcing finale generoso quanto inutile.
Per quanto riguarda il futuro sconsigliamo vivamente al russo di affrontare uno dei due fratelli Klitschko, sarebbe solo uno dei tanti scalpi più o meno eccellenti da aggiungere alla collezione dei due bombardieri originari di Kiev, ma gli suggeriamo di concentrare i propri sforzi verso qualcuno di più abbordabile, Haye, Arreola o Solis su tutti. Chagaev invece dovrebbe seriamente pensare all'abbandono di un attività che a dispetto di un talento non eccezionale gli ha regalato comunque delle soddisfazioni, tra le quali due campionati mondiali tra i dilettanti e tra i pro due anni da titolare della cintura mondiale dei pesi massimi WBA. Mica male.

Nell'altro match clou della serata il massimo finlandese Robert Helenius (+16 -0=0, 11 ko) batte per Ko tecnico al nono round il bielousso Siarhei Liakhovich (+25 -4 =0, 16 ko) in un match che sicuramente ha fatto divertire i pubblico a bordo ring ed i telespettaori di ARD, canale tedesco sponsor della serata.
Liakhovich, a dispetto dei pronostici, è salito sul ring con l'intenzione quantomeno di provare a rendere difficile la vita al giovane finlandese, sopratutto accorciando la distanza e cercando di togliergli il fiato con un costante lavoro al corpo. Lavoro che però non ha fiaccato le resistenze di Helenius, che anzi col passare dei round complice anche un calo fisico del bielorusso ha preso il sopravvento colpendo il rivale con potenti serie che ne hanno minato fisico e resistenza.
La svolta all'ottavo round, quando Liakhovich a corto di fiato si faceva sorprendere sul finale della ripresa da una serie tremenda di colpi che gli facevano assaggiare il tappeto per la prima volta nella contesa. Non sarà purtroppo per lui l'ultima; infattti dopo il minuto di pausa alla prima accellerazione di Helenius, complice anche un tremedo gancio sinistro alla mascella, l'arbitro interrompeva il match con l'ex campione del mondo a terra ed incapace di continuare.
Il finlandese continua a destare un'ottima impressione, gestito con sagacia si sta facendo strada a suon di Ko in una categoria che in questo momento di spettacolare ha ben poco. Il fisico possente è un valore aggiunto da non sottovalutaree, anche se lo scarso uso del jab e la tendenza a prendere più colpi del dovuto, anche in virtù dello strapotere fisico che può vantare, sono pecche su cui deve lavorare. 
Liakhovich invece ha dimostrato di essere un pugile generoso ma ormai sul viale del tramonto. Vale per lui  lo stesso discorso fatto per Chagaev, è stato campione del mondo per otto mesi, traguardo comunque di valore, può lasciare senza rimpianti.

Amara per i nostri colori la conclusione del match che vedeva opposto Gianmario Grassellini (+19 -5 =2, 10 ko) al peso medio austriaco Marcos Nader (+12 -0 =0, 2 ko). Match conclusosi per Kot all'ottava ripresa col pugile eugubino fermato dall'angolo alla fine della settima tornata per una pericolosa ferita vicina ad un occhio.

2 commenti:

Sergio ha detto...

Chagaev ha battuto Valuev in maniera molto piu netta di quanto fece Haye, eppure non ha mai avuto il giusto riconoscimento per questo. E' stato uno di quelli che hanno affrontato con maggiore dignità il Wladimir 2.0, ovvero quello che dopo il secondo match con PPeter ha distrutto tutti gli avversari. E nemmeno questo gli è stato riconosciuto. Un uomo che è stato 2 volte campione del mondo tra i dilettanti, il primo a battare Valuev, uno che ha accettato con una settimana di preavviso il match con Klitschko, e ora ha perso ai punti da PPovetkin, che probaabilmente è il miglior massimo "non K" in circolazione, merita maggior considerazione. Vorrei vederlo contro il finlandese o Boytsov.
Comunque bell'articolo, Chef!

Admin ha detto...

Ciao Sergio.
Non sono mai stato un tifoso del Tyson bianco, ed ho sempre reputato i suoi successi da pro (notevoli invece quelli tra i dilettanti, compresa la vittoria che gli è valsa il mondiale niente di meno che su Felix Savon) più frutto della crisi della categoria che dei suoi meriti assoluti.
Non che sia scarso, anzi, in confronto a Valuev è un genio della nobile arte, ma non è sicuramente un predestinato. Ma non lo sono a parer mio neanche Haye e Povetkin, solo per fare due nomi a caso. Un buon pugile, che in questo periodo di magra è stato un dignitosissimo campione di sigla, ma non un fenomeno.
Preferirei smettesse perchè alla fine la sua buona, anzi ottima carriera l'ha avuta, e credo possa ritenersi soddisfatto. Anche se un match contro Helenius effettivamente mi stuzzicherebbe molto.
Un saluto Sergio

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